WE LOVE YUKIKO Ep. #1

Si è presentata in bakery in un freddo pomeriggio di gennaio e da allora è una presenza quasi giornaliera, è Yukiko, giapponese di Tokio e venuta in Italia inizialmente per accompagnare il marito Kazuki che si è trasferito in Italia per motivi di lavoro, poi rimasta per imparare la nostra lingua.

Ha girato l’Italia, si doveva trasferire a Firenze ma ai fiorentini ha preferito i bergamaschi, curiosa e divertente per natura ci ha chiesto di insegnarle qualche parola in bergamasco e noi abbiamo pensato di riprenderla perchè WE LOVE YUKIKO, ma siamo sicuri che l’amerete anche voi!

Leave a comment

materiali per feste party meri meri
party perfetto materiale per feste bergamo
party perfetto materiale per feste bergamo
materiali per party
piatti festa materiale per feste party meri meri

Come organizzare il party perfetto. La guida definitiva!

Tutti son capaci di organizzare una festa, no?
Mandi un invito su facebook, tre piattini presi all’Esselunga, patatine, due olive e via. Un successo. Come no!
Ma noi vogliamo aiutarti a organizzare la festa PERFETTA! E qui la cosa si fa seria, perchè la giusta compagnia va bene, ma anche il companatico e il resto sono importanti.
Quindi approfondiamo l’argomento come fanno quelli giusti: un elenco preciso di cose da non dimenticare e la tua festa, che sia un compleanno, un matrimonio, un addio al nubilato, un baby shower o l’onomastico del tuo micio, sarà un successo!
Via!

Leave a comment

red velvet cake

RED VELVET, LA TORTA ROSSA!

Ogni volta che la vedete nella nostra vetrina ci chiedete cos’è, com’è fatta?
E noi rispondiamo sempre allo stesso modo: è la Red Velvet Cake non la si può spiegare, la si deve provare, perché è buona-buona-buona.

Ma da dove viene?
L’origine della torta di velluto rosso è ambigua (ma va?!che strano…) non si capisce mai bene fino a che punto arrivi la realtà e dove inizi la leggenda quando si parla di States, noi vi buttiamo lì un paio di storielle, poi scegliete voi quella che vi piace di più.
La prima narra che la Red Velvet Cake venisse servita negli anni 20 nel ristorante del prestigioso Waldorf Astoria a New York (Sììì! Quello di Gossip Girl!) e che una signora che veniva da un paesino vicino a San Francisco ne fosse rimasta così impressionata da, una volta arrivata a casa, volerla rifare.
Quindi cosa pensa di fare la diabolica sciura? Scrive allo chef del ristorante chiedendo se le mandava la ricetta.
Lui gliel’ha prontamente mandata insieme a una parcella di 350$ da pagare. Pare che a questo punto la sciura in questione si sia rivolta a un legale (?) che le ha detto che la parcella s’ha da pagare perché lei non si era preoccupata di chiedere anticipatamente quanto le sarebbe costato lo scherzetto (??). Quindi niente, lei stizzita che la sua ideona le sia costata come un rene trascrive la ricetta su dei bigliettini e li va a distribuire su un autobus aggratis. Genio.
E fu così che la Red Velvet Cake divenne famosa. Così narra la prima storia. Mah. Vabbè. Passiamo alla seconda.
La seconda narra del signor John Adams che pare che non se la passasse benissimo ai tempi della grande depressione e la sua azienda di coloranti alimentari rischiasse di fallire. Quindi il buon John con una operazione di marketing che manco Della Valle pensa di inventarsi una torta rossa, di stamparne una foto su dei manifesti, tappezzarci le botteghine del Midwest tutto e di dire che, se compri due boccettini di colorante, ti dà la ricetta di quella squisitezza. E via. Tutti a comprare coloranti, tutti a fare la Red Velvet Cake. Boom. Adams for president, red velvet torta dell’anno!
Al di là di queste storielle da bar sport quello che è certo è che la torta in questione è molto diffusa tra i discendenti degli schiavi da quando, nel 1863, Abraham Lincoln li rese liberi. Il 19 giugno festeggiano questa ricorrenza con la Red Velvet e altri cibi di colore rosso simboleggiante il sangue versato dai loro predecessori durante la guerra civile.

Bene, ma perché è rossa?
Si pensa spesso che il colore sia dovuto all’utilizzo della barbabietola come dolcificante, cioè forse è una speranza, peraltro vana, impossibile.
Una volta, si pensava che il colore fosse dovuto a una strana reazione chimica fra il cacao, l’aceto e il bicarbonato (sì, dentro c’è tutta sta roba). Nein!
La torta è rossa è perché si usa il colorante. Ne puoi usare poco o tanto ma è rossa per quello.
Ma diciamocelo, se non fosse rossa, che red velvet sarebbe? Quindi in questo caso, anche noi così scettici riguardo i coloranti, lo usiamo.

Basta ammorbarvi con storielle reali o presunte tali, adesso è ora di passare all’azione, perché va bene la sua origine ma qui bisogna assaggiare, e noi vi aspettiamo!

Leave a comment

Un tizio entra a testa bassa senza salutare:

“Mi dia un caffè”

“Mi spiace, chiudiamo fra 10 minuti e ho già pulito la macchina.”

“Ah. Mi dia un bianco allora.”

“…Siamo una pasticceria…”

“Ah. Avevo visto la macchina del caffè.”

Ignoto nonsense

“Buongiorno, avete qualcosa senza glutine?”

“In questo momento no, mi spiace, è celiaca?”

“No, sono vegana”

“Ma sbaglio o i vegani mangiano cose con glutine?”

“Sì, sì, ma io sono un po’ particolare. Ad esempio se al ristorante non c’è nulla che posso mangiare ordino del pesce, ma prima mi accerto che sia del mio stesso gruppo sanguigno.”

Ittiologa vegana "un po' particolare"

“Cosa sono quelli?”

“Si chiamano scones, sono panini al latticello, ne vendiamo tre con la marmellatina”

“Ah. Ne assaggio uno”

“… eh, ne vendiamo tre…”

“Allora due.”

“…ne vendiamo solo tre con la marmellata…”

“Ma a me la marmellata non piace!”

Signora con evidenti problemi di ricezione del messaggio.

Buongiorno. Fate anche la polenta qui?

Signora bergamasca in preda a crisi d'astinenza da semola.
angel food pasticcioni bergamo

ANGEL FOOD, MA CHE SEMPLICE BONTÁ!

Tutti pensano non esista, e invece tutti si sbagliano: la torta perfetta, senza grassi, senza burro, senza lattosio, senza tuorli è già stata inventata e si chiama Angel food. Sì, il cibo degli angeli, perché è proprio quello che è in realtà.
Morbidissima, soffice e umida al punto giusto è ottima sia da sola che accompagnata con marmellatine, chantilly francese o crema pasticcera.
È fatta principalmente di albumi (secondo me piacerebbe anche a Mr Dukan quello della dieta proteica), cremor tartaro (niente di chimico, è solo una specie di sale acido chiamato appunto anche acido tartarico, che possiede proprietà lievitanti naturali) poco zucchero e un pochino di farina e vaniglia.

Ma facciamo un passo indietro, da dove diavolo viene la torta angelica? Chi è stato il genio a inventarla?
Allora. È un po’ un casino.
Ci sono diverse versioni sull’origine di questo ciambellone, il buon Evan Jones che nel suo libro “American Food: The gastronomic story” scrive che i primi a infornarla sono stati i cuochi di alcuni ristoranti nel sud-est della Pennsylvania luogo da cui, nei primi dell’1800, venivano prodotti la maggior parte di stampi per dolci per riutilizzare gli albumi scarto della produzione delle tagliatelle fresche.
Una versione più pittoresca narra che invece i primi a farla, sempre in Pennsylvania, siano stati gli schiavi afro-americani del luogo: infatti leggenda vuole che solo loro sarebbero stati capaci di montare alla perfezione gli albumi a neve grazie alle loro braccia…In effetti l’angel food cake è anche la torta tipica dei ricevimenti post funerale degli afro-americani. Evvai di botta di vita!
Pare che addirittura il frullino manuale sia stato inventato per fare questa torta, ciao, poi?

Insomma, senza annoiarvi su quando e come è comparsa sui libri di cucina la prima volta, riassumiamo dicendo che quello di cui sono sicuri tutti è che è una torta che vanta un paio di secoli di storia e che viene dalla Pennsylvania, questo vi dovrebbe bastare per fare la figura di “quelli che ne sanno”.

A noi piace (tanto) e ve la proponiamo ogni settimana con qualche marmellatina diversa, il miglior modo secondo noi per gustarla e non comprometterne la leggerezza. Chi la prova non crede che sia così semplice, così “sana” e soprattutto così buona e, ne abbiamo le prove, torna sempre per riprovarla.
Quindi, niente, ti aspettiamo per assaggiare il dolce che non fa venire rimorsi, pensavi non esistesse vero? E invece, pensa un po’, c’è.

Leave a comment